Texture Mousse’s experience prima parte

Texture Mousse’s experience prima parte

Quando ci frulla un’idea in testa e….
di Marta Zanierato
Il perché di questa voglia di cambiamento non lo so nemmeno io. O forse non ci voglio pensare.
Riflessa nello specchio del bagno, pizzico le ciocche bionde con la punta delle dita e le faccio scivolare tra i polpastrelli come per misurarne la lunghezza. Il pollice e l’indice si toccano e scendono insieme dalla testa fino al collo, fino alle spalle, fino ai seni. Gioco ancora un po’ con i miei capelli, poi raccolgo l’intera chioma dietro la testa, la arrotolo su se stessa e porto le punte di quella coda bizzarra sulla fronte, cercando di imitare al meglio
il taglio corto con la frangia immortalato sullo schermo del mio cellulare.
Ho voglia di cambiare. Ho voglia di un taglio nuovo. Corto. Cortissimo.
Ci vuole coraggio, un pizzico di follia e un parrucchiere bravo.
“Francesco Ficara!” mi dice un’amica quando le racconto del mio progetto. “È bravissimo!
Ha il salone in centro a Novara.” Dice che non mi pentirò.
Ho cambiato così tanti parrucchieri nella vita che ho perso il conto e le speranze, ma immagino che, non avendone uno di fiducia, non mi resti che fidarmi della mia amica e del suo taglio nuovo – perfetto, in effetti.
Entro nel salone lasciando il grigio della città fuori dalla porta. Dentro la luce è diversa: il pavimento dalle piastrelle beige e le pareti giallo chiaro scaldano l’ambiente interno rendendolo tiepido e accogliente, tanto che mi dimentico del freddo che mi procurano i capelli completamente zuppi di pioggia.
“Benvenuta!” mi accoglie la donna con la camicia nera dietro il bancone, e dalla voce mi accorgo che è con lei che devo aver preso appuntamento al telefono. “Io sono Barbara. Tu sei Marta, giusto?”
Lascio che mi prenda la giacca. Nel frattempo un uomo alto e con la polo nera si avvicina a me e si presenta: “Ciao!” dice. “Io sono Francesco.”
“Tanto piacere”, rispondo.
“Perché hai i capelli bagnati?”
“Ho preso in pieno il temporale venendo qui”, dico. “Poco male”, continuo. “Possiamo passare direttamente allo shampoo.”
Ridiamo insieme, poi Francesco sparisce nel guardaroba e riappare con una vestaglia dello stesso colore della sua polo e della camicia di Barbara.
“Indossa questa e vieni con me.”
Mi fa accomodare di fronte ad uno specchio alto al soffitto e con le dita inizia a districarmi i capelli.
“Al telefono hai detto che vuoi fare un taglio corto. Hai portato una foto con te?”
Gli mostro la foto sul cellulare e lui mi dice che prima di effettuare qualsiasi tipo di taglio, esamina attentamente il tipo di capello su cui andrà a lavorare, per valutare se sia il caso di procedere e consigliare la miglior soluzione al cliente. Penso che sia giusto: per quanto il taglio della foto mi piaccia non voglio uscire di qui se sembro un folletto. Però ormai è una settimana che mi immagino con quella pettinatura, e il fatto che il mio capello sottile e privo di volume potrebbe non reggere la messa in piega non è una soluzione opinabile.
Quando una donna sceglie ciò che vuole è difficile offrirle un’alternativa.

il resto… tranquilli la storia continua

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