Texture Mousse’s experience …seconda parte

Texture Mousse’s experience …seconda parte

…la storia continua

Questo Francesco sembra saperlo bene. Sorride, come se avesse un asso nella manica, e io mi convinco che ha capito ciò che voglio e che il mio capello fine non gli sarà di ostacolo.
“Procediamo, dunque”, dice. Poi prende un paio di forbici dal cassetto alla mia sinistra, raccoglie la chioma bagnata dietro la testa e, con un solo gesto, taglia tutto.
Non ha dato spazio ai dubbi o hai ripensamenti. Sono entrata qui con un’idea coraggiosa ed estrema e lui mi ha aiutato a mantenerla. Era quello di cui avevo bisogno.
Dopo il lavaggio, Francesco riprende in mano le forbici per rifinire il lavoro. Ci sono sempre più ciocche che cadono per terra e si accumulano dietro di me, e il mio aspetto cambia sempre di più ad ogni sforbiciata. Mi piaccio.
Ha finito. Lo vedo allontanarsi un attimo. Non rimango sola, Barbara si è avvicinata a me e mi offre un caffè bollente.

“Grazie mille!” rispondo senza smettere di fissarmi nello specchio.
Francesco è tornato, ha in mano una bottiglia bianca con il beccuccio trasparente.
“Questa è una mousse che produco io” dice. “Voglio regalartela. Stai bene attenta a come te la metto così a casa fai da sola.”
Francesco agita con energia la bottiglia, poi porta il beccuccio sul palmo sinistro, lo preme e una schiuma bianca inizia a gonfiarsi sulla sua mano. Unisce le mani distribuendo il prodotto su entrambe e poi inizia a pettinarmi i capelli con le dita distribuendo la mousse.
La schiuma bianca sparisce al contatto con la testa, come se i capelli la risucchiassero dentro di loro. A capelli asciutti mi mette un’altra noce di schiuma.
Non riesco a staccare gli occhi dal risultato: il taglio è perfetto e mi piace come sta su di me, ma quel che è ancora più pazzesco è che i miei capelli hanno preso un volume che non avrei immaginato, sembrano più spessi e ora si lasciano sistemare, mantenendo la forma e la direzione che le dita di Francesco gli ordinano.

“Voilà!” dice lui togliendomi dalle spalle l’asciugamano. “Stai benissimo!”
Alla cassa saluto con un sorriso, contenta di poter dire, finalmente: “Alla prossima!”
Passo la giornata con il mio taglio nuovo, molestando di continuo ogni superficie riflettente che mi capita di incontrare per controllare se i capelli sono ancora come me li ha sistemati Francesco. Ogni volta, noto con stupore che è così. Eccezionale!
Più tardi, infilandomi il pigiama, mi accorgo che ho paura di affrontare la notte perché durante il sonno potrei rovinare tutto. Mi infilo sotto le coperte e mi sdraio a pancia in su, la testa è immobile sul cuscino e spero di riuscire a tenerla nella stessa posizione per il resto della notte.
La mattina mi fiondo giù dal letto e mi piazzo davanti allo specchio prima di ogni cosa. I capelli sono un po’ spettinati, ma non sono unti né appiccicosi. Francesco ha messo una quantità abbondante di prodotto, eppure sembra non ce ne sia traccia. Basta sistemarli un po’ con le dita e il taglio che mi ha conquistato il giorno prima torna a farmi battere il cuore.

In cucina, mentre aspetto il lamento della caffettiera, mi specchio nel vetro del forno, girando la testa a destra e a sinistra per godermi entrambi i profili.
“Eh, ma basta!” dice la mia coinquilina entrando. “Sei bellissima, abbiamo capito!”
Ride di me e con me prima di ricordarmi che prima o poi dovrò fare una doccia: “Non puoi smettere di lavarli per paura di non ottenere quell’effetto. Lo sai, sì?” chiede in tono scherzoso.
Ha ragione. Li ho lavati ieri e quindi posso rimandare il lavaggio ancora per un pò, ma prima o poi…
Quando quel poi arriva ho il panico. Quella mousse ha fatto miracoli, ma nelle mani di un esperto. Io è già tanto se mi ricordo di agitarla prima dell’uso.
Va bene, non posso rimandare. Entro in doccia, apro l’acqua, strofino lo shampoo, sciacquo, esco e asciugo subito con l’asciugamano la testa bagnata. Con ancora l’accappatoio addosso, sistemo un po’ i capelli con le mani, afferro la spuma, la agito, ne metto due noci sulla mano sinistra e poi la spalmo sui capelli. Il momento della verità si rivelerà dopo l’asciugatura con il fon.

Ecco, sembro un putto. Lo sapevo che non ero capace.
Riprovo, rilavo i capelli e rifaccio da capo. Nulla, come prima.
Mi accorgo però di aver dimenticato che Francesco aveva messo una noce di prodotto anche dopo l’asciugatura. Ho paura di formare un pastone di mousse e capelli e di appesantirli, ma ci provo lo stesso.
Mi accorgo solo ora che la mousse ha un buon profumo. Non è pungente come di solito succede gli altri prodotti, non senti l’odore dell’alcool e infatti la targhetta sul fronte della bottiglietta mi dice che non ce n’è.
Strofino le mani una sull’altra per distribuire il prodotto e inizio a pettinare i capelli: la schiuma bianca, scivola via dalle mani e scompare tra le ciocche come se fosse aria. Non ci sono grumi, le ciocche non si appiccicano tra loro e i capelli sembrano più spessi senza essere pesanti. Proprio come due giorni prima. Continuo a sistemarli con la punta delle dita e mi diverto perché i capelli prendono qualunque forma o direzione io gli voglia senza bisogno di disperarsi. Succede e basta.

“Il genio della lampada doveva avere questo odore” penso.
La mia coinquilina entra in bagno senza bussare. “Hai finito? Sei qui dentro da ore” mi riprende. Poi vede il contenitore bianco appoggiato sul lavabo, lo afferra e chiede: “Questa è nuova?”
Io gliela strappo dalle mani. “Sì! Ma è mia!”
“Calma, calma! Da quando tiri fuori le unghie per una spuma per capelli?”
“C’è sempre una prima volta!” rispondo io.

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